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In sostanza la sinistra ha fatto una cosa di destra, la destra, il centrodestra non lo hanno capito, ma se vincesse il sì la strada del presidenzialismo è spalancata

Rottamatore, il liquidatore del passato in poco tempo verrà visto come un uomo di un'altra epoca, un dinosauro. Se vince il sì, comunque lo stesso Renzi se ne andrà,perchè è nella sua storia non rimanere più di un mandato

 

 

Il referendum costituzionale sembra essere sempre più lo strumento per depistare l'opinione pubblica sulla qualità e l'azione politica dell'agenda Renzi. Il continuo protrarsi della data del voto, la noiosa e quanto patetica rivalsa della minoranza dem ha completamente depistato il centrodestra nell'essere in grado di trovare le motivazioni per stare assieme e costruire un'alternativa di governo.La querelle romana su Virginia Raggi e l'insipienza amministrativa dei 5 stelle aggiunge ulteriore carne al fuoco nel depistare non solo le opposizioni ma anche l'opinione pubblica. Un centrodestra, di destra, dovrebbe votare SI senza se e senza ma. La riforma costituzionale sicuramente presenta numerose lacune, molte leggerezze e doveva e poteva essere migliore. Nonostante tutto però porta con sè uno dei fondamenti principali su cui destra e centrodestra hanno, per oltre venti anni, poggiato le loro convinzioni programmatiche: il superamento del bicameralismo perfetto. Il fallimento della bicamerale nel 1996, in verità più per colpa degli egoismi di Fini e Berlusconi, la non convinzione ed il completo ammutinamento del centrodestra nel non sostenere il referendum del 2006, la paludosa azione dei governi Prodi, D'Alema, Amato e Prodi ancora, hanno impantanato ogni possibilità di riforma costituzionale che a tutti costi, considerata la necessità di superare il bicameralismo perfetto, doveva essere la conditio sine qua non di ogni governo. Il governo Renzi nella debolezza delle vecchie nomenclature è riuscito a varare una riforma non eccellente ma che consente per la prima volta di modificare un testo " monolitico " che è sembrato essere più sacro del Corano più integralista. Le negligenze sono numerose, vero anche che le critiche, per quanto legittime espresse dalle Regioni andrebbero respinte ai mittenti. Si, perchè, proprio le regioni dal 2001 ad oggi, con la modifica del Titolo V della costituzione, governo Amato, per soli 5 voti, non sono riuscite all'interno della Conferenza Stato-Regioni ad apportare sostanziali modifiche e riequilibri alle negligenze della Riforma Amato. Le più importanti e popolose  non hanno contrastato lo strapotere delle regioni autonome e peggio ancora si sono sedute al tavolo della conferenza in modo paritetico a quelle " Regioni" più piccole. Regioni che non raggiungono i 700 mila abitanti. E' paradossale, ma con questa riforma le Regioni avranno la possibilità di " occupare" il Senato. Questa riforma nonostante tutto apre ad una grande stagione riformista: la costituzione è modificabile. Il centrodestra ha votato questa riforma, e se questa riforma dovesse trovare il sufragio al referendum aprirebbe una strada larghissima verso il presidenzialismo. Se il centrodestra al posto di rosicare e dividersi in mille rivoli, si preparasse a costruire un'alternativa al governo Renzi vincendo le prossime elezioni politiche, con questa riforma potrebbe trovarsi in maggioranza e portare sostanziali modifiche ulteriori senza dover passare al vaglio di Camera e Senato per ben due volte e con la maggioranza di due terzi. Una sola camera per votare Presidenzialismo e dare vita alle tre grandi macroregioni. Votare No per mandare a casa Renzi è un po' come la sindrome del marito cornuto, che scoperta la moglie con l'amante preferisce tagliarsi i c...... Renzi che vinca si o che vinca il no non sarà più Premier. Nel caso vincesse il No assisteremmo al solito teatrino del palazzo " costituzionale" che troverebbe l'ibrido di turno che per paura del voto anticipato troverà sicuramente una maggioranza trasversale. Se vince il Sì, Renzi non potrà più essere il premier di una cosa nuova che ha svoltato con la storia e che ha segnato un grandissimo cambiamento epocale. Il Sì segnerebbe la fine della prima repubblica e la nascita di quella seconda, da tutti sempre citata, ma mai nata veramente. Il Rottamatore, il liquidatore del passato,in poco tempo verrà visto come un uomo di un'altra epoca, un dinosauro. Se vince il sì, comunque lo stesso Renzi se ne andrà,perchè è nella sua storia non rimanere più di un mandato. Ha fatto il presidente della Provincia, un mandato, ha fatto il sindaco un mandato e finirà da premier riformista. La sua testa stà già lavorando ad una nuova dimensione. Dimensione che probabilmente non contempla più l'Italia e che guarda oltre i confini. In sostanza la sinistra ha fatto una cosa di destra, la destra, il centrodestra non lo hanno capito, ma se vincesse il sì la strada del presidenzialismo è spalancata. Sveglia

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