Abbiamo intenzione di aprire veramente un dibattito sulle cosiddette unioni civili omosessuali quando non solo un partito ma le Istituzioni tutte dovrebbero preoccuparsi delle tematiche occupazionali piuttosto che accelerare l'iter delle riforme istituzionali, del fisco, della giustizia?

Vogliamo realmente inserire tra le priorità questo argomento? Francamente lo trovo profondamente offensivo nei confronti di tutti gli italiani a cui lo Stato oggi non riesce a garantire la dignità di un lavoro; tuttavia, se proprio se ne deve trattare ,lo si faccia per lo meno con cognizione di causa.

 

Parlare di diritti civili di quella che, come tutti sappiamo, rappresenta la lobby degli omosessuali, è un controsenso per il semplice fatto che i diritti in questione riguardano le singole persone e non possono essere l'esclusiva di alcune categorie. E, ringraziando Dio, viviamo in uno Stato che garantisce a ciascuno di noi gli stessi diritti civili. Ho sempre avuto il dubbio,sinceramente, che questa lobby volesse rappresentare più interessi economici e politici che istanze della stragrande maggioranza delle persone omosessuali che riconduce la propria sessualità alla sfera dell'intimità, così come per fortuna accade per la stragrande maggioranza degli eterosessuali. Ma questo è un mio parere.. E poiché ritengo che la politica oggi debba essere quanto più concreta possibile, a chi mi chiede perchè trovo fuorviante che il dibattito parlamentare possa concentrarsi oggi "unioni civili" tra omosessuali, rispondo con un dato incontrovertibile: 514 mila nascite nel 2013; per il quinto anno consecutivo sempre meno bambini nascono in Italia.

Pensate che sia dovuto esclusivamente alla crisi questo preoccupante dato demografico? Allora come si spiegherebbero i numerosi nuclei familiari italiani in un periodo ancor più difficile di quello attuale come il dopoguerra?

Ritengo personalmente che in questo momento all'Italia stiano venendo a mancare due aspetti più che fondamentali : la speranza nel futuro e la tutela della famiglia.

La famiglia che intendiamo come stabile unione tra uomo e donna , potenzialmente aperta alla procreazione, viene definita “naturale” non soggettivamente in contrapposizione ad altri “generi” di famiglia, ma perchè oggettivamente espressione di un dato reale ancor prima che costituzionale. Ed essendo universalmente riconosciuta come cellula fondamentale della società tutta, l'istituzione della famiglia, dovrebbe essere tutelata costantemente dall'impianto normativo di uno Stato, per altro come è sempre accaduto nella nostra tradizione giuridica.

Assistiamo invece da alcuni anni ad una offensiva da parte di un relativismo sempre più invasivo. Quel relativismo che vorrebbe garantire i diritti che scaturiscono dal matrimonio a chi, eterosessuale o omosessuale, non vuole rispettarne i doveri; quel relativismo che vorrebbe propinarci l'esistenza di una ventina di “generi” (uomo, donna omosessuale,transessuale, transgender etc etc) confondendo una teoria (assurda) con la realtà naturale; quel relativismo che pretende di imporre come “assiomi”, su argomenti quali vita, morte, aborto, eutanasia, “pareri” che rientrano invece nella sfera delle opinioni, delle (purtroppo in alcuni casi) possibilità.

Se vogliamo combatterlo questo relativismo il primo passo è certamente quello di difendere e valorizzare la famiglia per offrire alle nuove generazioni una garanzia per il loro futuro, per la loro felicità, per i loro desiderio di coronare i propri legami affettivi con la nascita di un figlio.

Ridiamo loro la fiducia di poter continuare a sognare tutto questo.

Ho sempre pensato che il centrodestra italiano si potesse dividere su tutto ma non su questi temi, avventurandosi in pericolosi mutamenti. Se c'è qualcuno che intende smentire ciò che è stato portato avanti con merito dai nostri stessi governi, allora è meglio invocare le primarie non solo per selezionare una nuova classe dirigente ma anche per le idee che pensiamo di portare avanti. Perchè come sono convinta che i nostri elettori sceglierebbero dirigenti e candidati capaci di riportarci a vincere, sono altresì convinta che i valori che abbiamo sempre declinato nella nostra azione di governo sono per il nostro elettorato non negoziabili.

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